GIORNATA MONDIALE DEL TROMBOEMBOLISMO VENOSO

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Operatore: Centro Chirurgico Orsolini
Lauree / Facoltà: Medicina e chirurgia
Specializzazioni: Chirurgia vascolare | Ematologia | Malattie dell’apparato cardiovascolare - Cardiologia
Caricato il: 11 Ottobre 2024
La trombosi venosa e l'embolia polmonare sono sempre più diffuse: ne soffrono oltre 10 milioni di persone all'anno nel mondo. Complessivamente esse prendono il nome di tromboembolismo venoso (Tev), al quale è dedicata una giornata mondiale che ricorre il 13 ottobre. Queste patologie sono al primo posto per mortalità nei pazienti ospedalizzati e al terzo nella popolazione generale.

Quando si verifica il Tev?

 La trombosi venosa profonda si verifica quando si forma un coagulo di sangue (trombo) nel distretto venoso. Il suo distacco e la migrazione a livello polmonare porta all'embolia, potenzialmente letale. Importante riconoscere i sintomi: "Gonfiore, rossore, dolore a un arto inferiore", o i più gravi "mancanza di fiato (dispnea), tosse con striature di sangue (emottisi), dolore al petto", più tipici dell'embolia polmonare, presenti però "anche in altre patologie frequenti (polmonite, scompenso cardiaco), complicando il percorso diagnostico-terapeutico", spiega il professore Domenico Gabrielli, direttore di Cardiologia all'Ospedale San Camillo di Roma.

Colpite soprattutto donne in età fertile

 "Il Tev è più frequente nelle donne in età fertile (probabilmente a causa dell'uso di contraccettivi ormonali e della gravidanza), mentre gli uomini hanno un tasso di incidenza più elevato sopra i 45 anni", afferma il dottor Andrea Garascia, del Circolo polmonare Anmco.

Casi di trombosi ed embolia in aumento

 La patologia è in aumento per diversi fattori esterni come l'aumento della vita media, ma a facilitarne l'insorgenza sono "obesità, fumo, malattie infiammatorie intestinali", oltre che "immobilità prolungata, fratture o esiti di chirurgia ortopedica, assunzione di estroprogestinici, neoplasie".

Come prevenirle

 "Conoscere la trombosi significa curarla e salvare delle vite: la diagnosi precoce è fondamentale. Solo il 25% dei pazienti ricoverati sa che il ricovero in ospedale aumenta la probabilità di trombosi", sottolinea Gabrielli. È importante "conoscere i fattori predisponenti per poterli contrastare con determinati comportamenti (stretching muscolare o blande passeggiate o calze elastiche durante viaggi lunghi), o mediante profilassi con anticoagulanti", evidenzia Garascia.

Esiste una cura?

 Se riconosciuta preventivamente "abbiamo a disposizione una terapia adeguata in grado di curare sia le forme meno gravi clinicamente sia quelle con quadri di presentazione più gravi come l'arresto cardiocircolatorio", conclude Gabrielli.

Bibliografia

TGC24 - 11/10/2024

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